Non lontano dal forum della fillandia, dal museo nazionale e dalla piazza della stazione ferroviara, e sull'asse che spacca in due la capitale, questo museo sembra abbracciare la città e la sua cultura racchiudendo in se stesso un segreto, quello dell'arte contemporanea. La filosofia fenomenologica dell'architetto americano è ancora una volta rispettata grazie all'utilizzo della materia e lo sfruttamento della luce riflessa sulle facciate di vetro e ferro che si incastrano e si rincorrono vicendevolmente e all'interno dai fasci di luce catturati dai prospetti minori. Un nuovo modo di fare architettura dei musei, un'architettura che si avvicina sempre di più ad arte urbana e quindi un'opara d'arte che contiene opere d'arte. Un faro che illuminana la cupa Helsinki e che la allinea alle capitali europee.
Lorenzo Iannone - Architetto
lorenzoiannonearchitetto@yahoo.it - Via G. Budetti 41 -Pontecagnano Faiano (SA)
Kiasma Moseum - Helsinki (S. Hall)
Non lontano dal forum della fillandia, dal museo nazionale e dalla piazza della stazione ferroviara, e sull'asse che spacca in due la capitale, questo museo sembra abbracciare la città e la sua cultura racchiudendo in se stesso un segreto, quello dell'arte contemporanea. La filosofia fenomenologica dell'architetto americano è ancora una volta rispettata grazie all'utilizzo della materia e lo sfruttamento della luce riflessa sulle facciate di vetro e ferro che si incastrano e si rincorrono vicendevolmente e all'interno dai fasci di luce catturati dai prospetti minori. Un nuovo modo di fare architettura dei musei, un'architettura che si avvicina sempre di più ad arte urbana e quindi un'opara d'arte che contiene opere d'arte. Un faro che illuminana la cupa Helsinki e che la allinea alle capitali europee.
Transport's Museum - Glasgow (Zaha Hadid)
Difficilissimo da raggiungere a piedi dal centro della città, sulla riva del fiume Clyde, vive il Museo del Trasporto. Il termine vive non è in distonia per questo museo che sembra divincolarsi ed ondeggiare, quasi fosse un affluente, per sfociare nelle acque del fiume. In fase di completamento per quanto riguarda le opera di urbanizzazione il museo è un serpentone metallico con un'entrata anteriore ed una posteriore completamente vetrate, certo con vetri oscuranti che sembrano voler nascondere il segreto e la storia custodita all'interno, e un prospetto a pinnacoli che ricorda la facciata di una cattedrale gotica. Alle spalle poi si apre un terrazzo sul fiume che nella mente dell' architetto, ma anche del fruitore, risulta come uno spazio di aggregazione, di "interscambio" se vogliamo, fra le idee e i pensieri di ognuno; come il nodo e lo scambio di un binario che accompagna la fruizione. Una finestra sulla città e sulla vita dei trasporti e dei suoi addetti a cui si rende omaggio nel museo.
Tate Modern Gallery - Londra (Herzog e de Meuron)
Affacciata sulla riva del Tamigi la galleria sorge in un vero e proprio nodo della cultura londinese vecchia e nuova. Attraversando inffatti il Millennium Bridge progettato da Arup e Foster, lasciando alle proprie spalle St Paul's Cathedral, si giunge alla vecchia fabbrica di mattoni, praticamente affiancata dal Globe Theatre di Shakespeare, che ormai dismessa è stata recuperata con una mirabile opera di archeologia industriale con cui lo studio svizzero Herzog e de Meuron si è già cimentato a Madrid per il Caixa Forum. Esternamente l'espediente più visibile è l'utimo piano vetrato in cui è stato collocato, come vuole l'ultima moda in fatto di musei, il ristorante. Ma è all'interno che si estrinseca la poetica proggettuale in cui i vari livelli sembrano fluttuare con immensa leggerezza grazie all'uso del vetro e della luce e tutta l'esposizione sembra esplodere nello spazio lasciato vuoto al primo livello per le esposizioni e le istallazioni temporanee. Questa piazza è stata pavimentata con del pietrisco finissimo che stranisce la mente ad un primo sguardo, ma che in realtà da spazio ad un'infinità di possibili allestimenti al fine di rendere l'opera protagonista e non il contenitore
Caixa Forum - Madrid (J. Herzog e P. de Meuron)
Sull' asse museale del Paseo del Prado tra il Reina Sofia e il Thyssen e a due passi dal Prado stesso gli architetti svizzeri Herzog e de Meuron recuperano una vecchia centrale elettrica restituendo alla città uno spazio espositvo contemporaneo. in collaborazione con un paesaggista inglobano il nuovo edificio in un nuovo modo di concepire la botonica che diventa verticale e si arrampica sulla facciata dell' edificio antistante. lo spazio allora si svuota dei vecchi canoni e l'edficio galleggia grazie a due piloni portanti che al piano terra diventano ingresso. al di sopra del vecchio edificio in mattoni faccia vista lo studio svizzero esprime allora la propria poetica con l' uso di un matriale ramato e traforato, espediante questo che ritorna spesso nei progetti dei due architetti. e allora il caixa forum assume un'immagine appesa tra il vecchio e il nuovo, l'eleganza formale e la contemporaneità del linguaggio.
Pubblicazione su archiportale.com
Si fa presente a quanti avranno la ventura di visitare questo sito - blog della mia presenza e delle varie pubblicazioni che la rivista Archiportale.com mi ha dedicato per una serie di lavori presentati sulla mia pagina. Si consiglia comunque a quanti fossero intressati a dare un' occhiata a questo sito che è sicuramente molto importante e molto curato su cui sarà possibile, non solo trovare e conoscere la produzione di piccoli professionisti come lo scrivente, ma di avere una panoramica completa delle opere dei maggiori studi di architettura al mondo e di avere anche un costante aggiornamento su concorsi ed eventi nel mondo dell' architettura, dell' edilizia e del design in genere.
Potsdamer platz - Berlino
Vero cuore dell' architttura contemponea di Berlino, potsdamer platz è un crocevia di immaggini e di linguaggi progettuali. L' organizzazione data da renzo piano e i vari grattacieli adibiti ad uffici e centri direzionali vorticano attorno alla dinamicità formale e sociale data dal Sony center. una vera e propria piazza coperta da una tensostruttura che grazie ad una illuminazione ben studiata cambia colore spesse volte durante la sera. e così gli edifici di piano e di altri grandi dei nostri giorni come giorgio grassi fanno la corte alla filarmonica di hans sharoun e alla nuova galleria di mies, e più in là al monumento per l'olocausto di peter eisenman o alle ambasciate dei paesi scandinavi tra cui spicca la firma di snohetta.
Musée du quai Branly - Parigi (J. Nouvel)
affacciato sulla senna il museo progettato dall'architetto francese jean nouvel raccoglie innumerevoli opere dell'arte africana,asiatica e americana. circondato da un vero e proprio vivaio di alberi presi dai posti che raccontano le opere esposte e da un piccolo laghetto abitato da più di una papera il museo è completato da una biblioteca e da un bistrot. un vero e proprio esempio di quei musei che stanno capovolgendo l'idea di fruizione delle opere d'arte non più visti come luogo di passaggio ma di luogo a stare, luogo da vivere e da animare, diventando così protagonisti. conscio della scelta vincente dell'architetto italiano r. piano nel museo g. pompidou, nouvel interpreta la sua poetica ricorrendo ancora una volta ad un filtro di vetro in facciata, come già aveva fatto qualche anno fa nella fondation cartier, in cui spicca il nome del museo e delle varie collezioni e che ben determina lo spazio del lotto in cui è stato realizzato. consigliabile è la vista del museo salendo sulla torre eiffel per meglio apprezzare quella sequenza di aggetti che in facciata e sul solaio rompono la monotonia del contenitore principale.
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